Apre Geox – finalmente la Serbia del Sud ha un Futuro

geox apre a vranje aleksander vucic al taglio del nastro serbia

La costruzione della Fabbrica Geox ha visto l’investimento di o 15,8 milioni di euro da parte italiana e 11,25 milioni da parte serba.

Il governo serbo ha sovvenzionato la costruzione e l’apertura con ben 9.000 euro per ogni nuovo posto di lavoro creato.

L’apertura ufficiale dello stabilimento con il taglio cerimoniale il 31 gennaio 2016, ha visto la partecipazione del primo ministro serbo Aleksandar Vucic, il direttore della  “Geox” Mario Moretti Polegato e il sindaco di Vranje Zoran Antic che hanno aperto ufficialmente la fabbrica di calzature “Geox” nella zona franca industriale del comune.

Una delegazione composta da ministri, parlamentari e sindaci nel sud della Serbia, ha visitato la fabbrica, che copre quasi 22.000 metri quadrati, e la cui costruzione iniziò nel 2012.

Il primo ministro Aleksandar Vucic ha detto in un discorso ai lavoratori,  che è giunto il momento per la Serbia di cambiare l’atteggiamento verso la parte più povera della nazione.

– Costruiremo le infrastrutture in questi comuni, e i vostri figli avranno un futuro – ha detto il primo ministro.

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Johnson Electric apre in Serbia (con sovvenzione di 6.7 milioni di euro)

Johnson electric NIs Serbia nuovo stabilimentoMai sentito parlare della Johnson Electric di Nis in Serbia? Qualche tempo fa Il Consiglio comunale di Nis in una sua riunione aveva approvato uno studio di fattibilità che trattava di vendere 2,8 ettari di terreno edificabile di proprietà dello Stato con la destinazione d’uso per la costruzione di un nuovo stabilimento a favore della “Johnson Electric”.

Oggi lo stabilimento non solo è stato costruito ma la Johnson Electric ha avuto sovvenzioni per 6.7 milioni di euro dalla Repubblica di Serbia.

all’epoca si scriveva:

Il documento di questo accordo sarà esposto al pubblico per otto giorni, e dopo si potrà iniziare la procedura con l’ulteriore trasferimento di terreni dello stato per costruire una fabbrica che in futuro produrrà motori elettrici.

NIS city serbia Johnson Electric

Il Memorandum sulla collaborazione è stato firmato alla presenza del Primo Ministro Aleksandar Vucic, Ministro dell’Economia Zeljko Sertic e il sindaco Zoran Perisic e il direttore di “Johnson Electric” Markus Schmitz, vice presidente per l’Europa Austin Vang e agente Loran Kardon, nel luglio dell’altro anno.

Si prevede un investimento di 50 milioni di euro, che impiegherà ben 2.400 lavoratori.

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UniCredit : nuove nomine ai vertici in Serbia , Croazia e Austria

Unicredit banka_zagrebackaA seguito della nomina di Robert Zadrazil come nuovo amministratore delegato della controllata austriaca, Bank Austria, dal primo marzo, UniCredit annuncia alcune ulteriori nomine in Austria, cosi’ come in Croazia e in Serbia.

A questo proposito, sono state decise le seguenti nomine, che sono soggette a ricevere tutte le necessarie approvazioni regolamentari.

In Serbia, Mauro Maschio, attualmente DG e vice presidente vicario del Cdg di Ukrsotsbank (UniCredit Bank Ucraina), diventera’ ceo di Unicredit Bank in Serbia.

In questo caso la nomina avrà luogo subito dopo il completamento della transazione di Ukrsotsbank con Alfa Gruppo, annunciata lo scorso 11 gennaio, specifica il comunicato.

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Costruzione di Centrali a Biomassa UNDP investe 1,6 milioni di dollari

Le Nazioni Unite hanno un grande interesse a fornire di centrali a Biomassa la Serbia.

centrale-biomasse serbia investimentiIl programma di sviluppo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNDP) ha diretto 1,6 milioni di dollari per la costruzione delle centrali a biomasse in Serbia.

L’UNDP ha comunicato che questo è un modo per aiutare le autorità locali ad attrarre gli investitori e agevolare gli investimenti in biomasse.

Inoltre, viene confermato che l’UNDP collaborerà di più con le banche per migliorare il finanziamento di queste centrali a biomassa nel paese.

Per la costruzione delle prime otto centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica e termica, il Programma di sviluppo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e il Fondo globale per l’ambiente hanno stanziato 1,6 milioni di dollari alla Serbia.

Il Ministero dell’energia ha pubblicato il bando per gli investitori che sarà aperto fino al 15 ottobre.

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8 milioni di euro alla Italiana Vibac da parte del Governo Serbo

Nel 2015 a Jagodina ha aperto l’azienda Italia VIBAC

incentivi fiscali governo serbo vibac jagodina delocalizzazione produttivaIl primo ministro della Repubblica di Serbia Vucic in quell’occasione ha detto che “in questo affare il Governo della Serbia ha adempito tutti gli obblighi e ha investito otto milioni di euro, mentre il partner italiano ci ha investito 60 milioni di euro.”

Nella foto a sinistra il presidente del Governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic mentre assiste al taglio del nastro augurale della fabbrica della compagnia italiana Vibac a Jagodina, nella quale ora vengono impiegate più di 300 persone.

Aleksandar Vucic ha espresso gratitudine al presidente dell’Assemblea della città di Jagodina perché ha trovato l’investitore e ha procurato così il lavoro per 340 persone.

Il premier ha ricordato che Serbia è uscita dalla recessione in un anno difficile nel quale ha iniziato il consolidamento fiscale e ha detto che il paese non andrà più in recessione, bensì sarà sulla strada della dinamica crescita economica.

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Geox delocalizza nella zona franca di Vranje in serbia

31 gennaio 2016 Geox apre anche nella zona Franca di Vranje in Serbia

Il colosso della Calzatura trevigiano Geox ha deciso di delocalizzare e allargare la propria produzione anche nel comune di Vranje in Serbia

La news è che presto in Serbia nella zona Franca di VranjeGeox-scarpe-delocalizzare-in-serbia-a-Vranje-in-zona-franca si apriranno nuovi stabilimenti di produzione.

Gia il 4 settembre del 2014 il sindaco di Vranje, Zoran Antic e un rappresentante della famosa azienda italiana Geox avevano sottoscritto la consegna delle opere realizzate per la costruzione dell’insediamento produttivo.

L’opera di livellamento del terreno per permise l’inizio e la costruzione degli stabilimenti nella Free Zone/zona franca, aveva interessato una area di 50.000m² su di una superficie complessiva di ben 60.571m².

Ricordiamo che all’epoca la città di Vranje e il gruppo Geox, con quell’atto hanno concluso uno dei passi più importanti per questa delocalizzazione.

zona franca firma GEOX e sindaco di Vranje per la delocalizzazione produttivaGrazie a quella firma si è potuto procedere e andare avanti nell’accordo quadro del progetto di delocalizzazione e insediamento stipulati con la Repubblica di Serbia.

L’accordo prevede diritti e doveri in materia di investimenti, inclusa la costruzione di un impianto di produzione a Vranje da parte della Geox.

La città di Vranje e Geox nell’agosto del 2012 avevano concluso il contratto di alienazione del terreno edificabile di proprietà pubblica senza indennizzo.

Il piano previsto nell’accordo sottoscritto con il Governo e il comune di Vranje è quello di assumere 1.250 lavoratori. 

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2016 – Perchè delocalizzare in Serbia?

Delocalizzare o non delocalizzare? Questo è il problema.

partire per un altro paese serbiaPerche rimanere in italia e sostenere costi di gestione e tasse e burocrazia incredibili, quando puoi delocalizzare tranquillamente a 500 km dall’Italia (Trieste) e impiantare una azienda produttiva con gli stessi costi che avevano gli imprenditori in Cina 20 anni fa?

Delocalizzare in Serbia conviene?

Molti imprenditori si fanno questa domanda e la risposta è SI!!!

Perchè conviene delocalizzare in Serbia nel 2016?

Le motivazioni che portano a delocalizzare un attività produttiva in serbia sono molteplici:

  1. La tassazione nel paese è pari al 15% sugli utili d’impresa
  2. Il paese è in forte crescita e gode di una buona stabilità sia economica che politica ed ha un aggressivo piano di sviluppo per il 2016
  3. Si trova personale qualificato e ben istruito multilingua /italiano/inglese
  4. Ci sono incentivi in danaro governativi per chi assume sopra i 50 dipendenti
  5. Ci sono incentivi fiscali governativi per chi si insedia e assume sul territorio serbo
  6. L’investitore straniero può investire a aprire un azienda anche se non è residente nel paese.
  7. Le zone franche del paese (dove non si paga IVA e si produce in esenzione dazi) sono state portate da 7 a 13 in tutto il paese.
  8. I comuni sono fortemente interessati politicamente a sostenere le imprese che si insediano nei loro territori con aiuti di vario genere (terreni, capannoni etc.. ).
  9. Esistono linee di finanziamento che sostengono le imprese italiane che decidono di trasferirsi all’estero.
  10. I costi gestionali d’esercizio sono tra i più bassi d’Europa e la mano d’opera costa meno che in Cina.

 

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Belgrado News Belgrado, il 12 gennaio 2016 – Il presidente del Governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic ha dichiarato oggi che la costruzione del progetto Belgrado sull’acqua contribuirà notevolmente alla crescita del PIL, all’aumento della totale industria edile, ma anche delle capacità e possibilità delle nostre compagnie edili.

Durante la visita ai lavori sulla realizzazione di quel progetto, Vucic ha stimato che Belgrado sull’acqua sarà uno dei posti più attraenti in Europa, specie se si considera la sicurezza che il nostro paese offre.

Passeggiando al Lungofiume Sava fino al sito della costruzione delle prime due torri di condominio, lui ha annunciato che i lavori sulla grande torre nell’ambito di questo progetto cominceranno già alla fine del gennaio, stimando che i lavori si stanno svolgendo bene.

Belgrado sarà molto diversa, non solo per quanto all’offerta turistica, ma anche nel senso delle nuove imprese edili, della cultura e la tradizione.

Vucic ha inoltre detto che nei prossimi tre mesi la Stazione dei pullman Lasta sarà trasferita nel quartiere Blok 42 a Novi Beograd, mentre in questo anno comincerà anche la grande ricostruzione delle facciate in via Kosancicev Venac.

Secondo le sue parole, la Città di Belgrado e la Repubblica insieme completeranno 40 facciate, sarà ordinato lo spazio che porta al parco Kalemegdan, e che anche gli stranieri capiranno perché la città si chiama proprio Belgrado.

Delocalizzare Il fenomeno va inserito nell’ambito del commercio internazionale che, sebbene strettamente legato alla società moderna, trova le sue radici nel XV secolo e più precisamente nell’anno 1492, che può essere considerato come anno di nascita del sistema economico mondiale, anno di scoperta dell’America.

La prima conseguenza di queste scoperte geografiche fu lo spostamento da un sistema al cui centro c’era il mare Mediterraneo ad uno che era pressoché eurocentrico, che però si sviluppava sugli oceani Indiano e Atlantico.

Questi eventi hanno fatto sì che si passasse da un sistema economico basato sulla produzione e il consumo di prodotti locali, ad uno basato sullo scambio di tali prodotti tra paesi diversi.

Tutto ciò rappresenta la genesi del moderno commercio internazionale all’interno del quale si sviluppa il fenomeno delle delocalizzazione produttiva consistente nella totale o parziale interruzione dell’attività produttiva e il contemporaneo spostamento di suddetta attività in un sito estero allo scopo di godere dei vantaggi della nuova ubicazione.

Politica della Serbia 2016 La Serbia continua con la crescita dinamica e le riforme

Belgrado, il 14 gennaio 2016 – Il presidente del Governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic ha dichiarato oggi che gli obiettivi primari del Governo in questo anno saranno la preservazione della pace e stabilità nella regione ma anche la creazione delle condizioni per il progresso dell’economia tramite l’aumento degli investimenti.

Vucic ha sottolineato alla conferenza stampa che per il nostro paese nei tempi che arrivano ci sarà molto lavoro e difficili riforme, stimando che il 2016 sarà molto più riuscito e alquanto più facile che i passati due anni.

È molto importante che abbiamo posto le basi per lo sviluppo dell’economia serba e siamo entrati in un periodo della crescita dinamica, ha detto il premier e ha annunciato che all’inizio del marzo arriverà a Belgrado il vicepresidente della Banca mondiale, e nel corso dell’anno anche il presidente di questa istituzione finanziaria.

L’occasione primaria della loro visita è la riforma delle aziende pubbliche, concretamente della compagnia elettrica Elektroprivreda Srbije, della compagnia delle strade Putevi Srbije, dei corridoi Koridori Srbije, delle ferrovie Zeleznice Srbije e della compagnia del gas Srbijagas.

Secondo le sue parole, la Banca mondiale non è del tutto contenta dell’applicazione delle riforme in quelle aziende, ma non è neanche scontenta, in Serbia finora si sono privatizzate 83 dalle 100 aziende previste con quel programma.

Allo stesso tempo, Vucic ha detto che se l’accordo con la compagnia cinese HBIS a proposito dell’Acciaieria Smederevo sarà stipulato in maggio, la crescita del PIL in questo anno potrebbe essere persino 2,5%, e nel 2017 anche più di 4%.

Lui ha inoltre annunciato per i primi sei mesi di questo anno l’arrivo delle nuove compagnie che impiegheranno 12.000 persone, sottolineando che il Governo già in questo anno per incitare l’imprenditoria ha destinato nel bilancio tre volte più mezzi che nell’anno scorso.

Inoltre, si aspetta il progresso anche nel turismo, dove è prevista la crescita di 12% o 13%.

Il premier ha ribadito che le elezioni parlamentari straordinarie sono una possibilità, ma che non ne ha ancora preso la decisione, aggiungendo che nel decidere sulle elezioni non sarà guidato dagli interessi del partito.

 

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Ditre Italia attiva la delocalizzazione produttiva in Serbia

La Ditre Italia  parte alla conquista della zona franca di Vranje

ditre italia delocalizzazione produttiva a Vranje serbia italiaLa Ditre Italia che produce salotti nella provincia di Treviso è in procinto di delocalizzare aprire propri stabilimenti produttivi nella zona franca di Vranje, in Serbia.

La società DitreItalia vanta un’esperienza pluridecennale nel settore dell’imbottito. Dagli esordi, con la fondazione nel 1976 per opera dei fratelli De Marchi, all’epoca terzisti, dello stabilimento di San Martino di Colle Umberto, il costante miglioramento delle performance imprenditoriali ha portato l’attività a crescere rapidamente, passando da una dimensione artigianale a quella dell’azienda attuale.

La Ditre Italia, mobilificio con sede a Cordignano (Treviso) ha deciso di delocalizzare la produzione in Serbia.

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La delocalizzazione delle imprese italiane

Quante aziende Italiane hanno delocalizzato in Serbia?

Moltissime aziende grandi e piccole a causa della crisi e delle tasse e dei costi di gestione esistenti in Italia sono andate a fare fortuna e hanno delocalizzato le loro produzioni in Serbia.
Qui noi ve ne elencheremo alcune perchè la mappa è molto più ampia Da Fiat a Benetton, passando per Geox e Magneti Marelli.
Ecco una mappa approssimativa delle attività spostate all’estero da alcuni grandi gruppi italiani ed esteri

delocalizzare in serbia

 

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Banche Sicure Fuori zona UE – Serbia

prelievo forzoso bail-in come sfuggire al furto dei soldi

Con l’arrivo del Bail In o prelievo forzoso probabilmente sia te che moltissime altre persone si staranno facendo la stessa domanda:  

Quali sono le Banche o Istituti Bancari più sicuri? 

Devi sapere che IL Bail IN o prelievo forzoso è una norma in vigore solo in Europa gli stati esterni alla zona EU ovvero gli stati confinanti che non fanno parte della comunità Europea non subiscono gli effetti di questo norma “risparmicida” o “furto legalizzato”.

 

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Bail in  L’accordo europeo sul bail-in è stato firmato nel giugno del 2013, dopo il salvataggio di Cipro. L’Italia ha recepito a luglio la Direttiva che diventerà operativa dal gennaio del 2016. Per i correntisti la novità sono rilevanti: viene introdotta la “compartecipazione” – nel caso di un dissesto – dei correntisti e degli investitori per pagare parte del debito e quindi evitare il fallimento. Ignazio Visco ha avvisato banchieri e correntisti: le nuove regole «non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori». Solo in un secondo momento potrà intervenire lo Stato (bail-out).
Prelievo forzoso Da alcuni giorni si sente parlare con grande intensità di un nuovo prelievo forzoso sui conti correnti, che ha messo in allarme tutti i risparmiatori d’Italia. E’ una bufala o qualcosa di concreto, sotto sotto, c’è sul serio?Cerchiamo di capirci di più.Molto semplicemente, tutto deriva da un’operazione quasi di routine per il Parlamento italiano, ossia l’approvazione delle Camere delle direttive comunitarie che da Bruxelles vengono inviate agli stati membri dell’organismo sovranazionale per l’adozione all’interno dei singoli sistemi legislativi.Venerdì scorso, all’ordine del giorno la Camera dei deputati ha posto in votazione ben 58 di questi documenti provenienti dalle istituzioni comunitarie, tra cui la direttiva Europea 2014/59/UE diramata dal Parlamento europeo il 15 maggio 2014, la quale “istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento”.Nel provvedimento di cui sopra, viene istituito il ricorso allo strumento del bail-in tra le possibili vie di risoluzione di situazioni di criticità degli enti di credito negli Stati che ovviamente hanno ratificato il documento emanato da Strasburgo.
Direttiva europea 2014 59  Attuazione della direttiva 2014/59/UE (Risoluzione crisi enti creditizi) Atto del Governo 209https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00940752.pdf

 

Devi anche sapere che la Serbia è uno stato moderno in pieno sviluppo. Potresti addirittura considerarla la Cina in Europa, senza però essere in Europa (500 km da Trieste).

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